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Una nuova casa per Hana Games

Abbiamo ricostruito il sito dello studio da zero. Un palco più scuro per i giochi, un rosso che significa qualcosa e una tipografia che sopravvive a venti lingue.

Una nuova casa per Hana Games

Hana Games ha un sito nuovo. Non una mano di vernice: l'abbiamo smontato fino al telaio e rimontato.

Perché

Sinceramente? Perché quello vecchio era brutto.

Era diventato pesante e grigio. Sembrava un modello. Non diceva niente dei giochi su cui passiamo le giornate, e per mesi l'abbiamo rattoppato invece di ammetterlo. A un certo punto la mossa onesta è ripartire da zero.

I colori

Il sito è quasi nero di proposito. Ink (#08080a) è lo sfondo ovunque, con una surface (#101013) leggermente più chiara dietro i pannelli, così l'illustrazione resta sempre la cosa più luminosa sullo schermo.

Poi c'è un rosso: #e20c17. Si usa con parsimonia, e sempre per le stesse poche cose: un'etichetta di sezione, il pulsante principale, la riga corta sotto un titolo. Quando tutto intorno è calmo, un rosso basta a dire guarda qui.

Il testo è bianco sporco, lo chiamiamo paper (#f4f3f1), invece del bianco puro, che abbaglia su uno schermo scuro. Il grigio secondario resta chiaro abbastanza da essere leggibile, perché è sul testo grigio che i siti di solito perdono le persone.

La tipografia

I titoli sono Archivo, in pesi massicci, in maiuscolo e con le righe quasi appoggiate l'una sull'altra. È un grottesco con un po' di spigolo industriale, che si addice a chi costruisce mondi di mestiere.

Le etichette piccole usano la stessa famiglia con una spaziatura molto ampia invece di un secondo carattere. È un trucco economico, e fa sembrare tutto il sito un pezzo solo.

Il corpo del testo è un sans neutro, scelto per un motivo noioso: deve sopravvivere a venti lingue senza sfaldarsi.

Le forme

Gli angoli sono tagliati, mai arrotondati. Sembra niente, ma è il dettaglio che fa sembrare il sito nostro: un cenno ai pannelli dei cabinati e ai poster stampati, non al software.

Ci sono esattamente due decorazioni: una griglia tecnica sottile e la scacchiera del nostro logo. Niente ombre, niente vetro smerigliato, niente sfumature che fingono di essere luce.

Il movimento

Ce n'è pochissimo. Una riga si disegna sotto un titolo. Un poster si gira ogni pochi secondi. Il logo si può afferrare e far girare, perché un marchio in 3D diverte una volta. Tutto il resto sta fermo, e chi ha chiesto al proprio sistema meno animazioni non ne riceve nessuna.

E i giochi

Vengono per primi, che era tutto il punto. Lo studio, le notizie, questa pagina: tutto il resto arriva dopo.

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